I nostriVoli   :   LaFlotta  : Voli "Esterni" 



Questa e' la storia della mia "conquista" volovelistica della grande
montagna chiamata Monte Rosa:

Fin da ragazzo la Rosa mi aveva sempre stregato, la osservavo dalla finestra della scuola nei limpidi giorni di inverno e fremevo dalla voglia di buttarmici sopra. Lei se ne stava sempre li' immobile senza degnarmi neppure di uno sguardo, ma bastava la sua presenza ad accendere la fantasia di un ragazzo. Verso I vent'anni non potevo piu' stare solo a guardare e decisi che dovevo almeno provarci a conquistarla, cosi' un ferragosto di tanti anni fa partii in una splendida notte di luna piena e risalendo il caldo ghiacciaio per 4 ore riusci ad arrivare in cima, ma nonostante l'emozione grandissima, mancava sempre qualcosa; per quanto conquistata, era come se avesse voluto farmi fare solo un "giro" non concedersi completamente. Poi gli anni passavano e lei si allontanva sempre di piu', quel "giro" rimaneva un ricordo isolato, ed il suo fascino cresceva a dismisura di pari passo con la mia famigliarita' con il volo a vela e la "conquista" in aliante di tante altre. Ma lei no, lei non ne voleva piu' sapere. Molte volte ci avevo provato, ma ne ero sempre stato respinto con un sacco di botte, e che botte. Qualche guru volovelista mi narrava che il letto della Rosa era la quintaessenza volovelistica, ma io provandoci avevo solo preso delle gran botte, e che botte!! Nel frattempo ogni volta che se ne presentava l'occasione ci riprovavo, ma sempre tornando a casa pieno di "lividi" e abbacchiato, e lei sempre li'. Poi come tutti gli uomini ben sanno quando meno te lo aspetti ricevi la telefonata della serie "che fai stasera!!", ma come, se fino a ieri mi avevi riempito di botte ogni qual volta accennavo a provarci!!!, adesso vi racconto questa telefonata:
Calcinate 5 Luglio 1998
La giornata e' splendida, forse la migliore di tutta una stagione molto piovosa (almeno nei fine settimana), decolliamo in 4 come al solito lanciati per improbabili mete austriache e come quasi sempre succede ci ritroviamo a 30 km dal campo a 700m cercando di evitare di finire per terra. Avevamo chiesto troppo e la partenza mattutina poco si addiceva all'inizio di Luglio. All'una rientriamo su Campo dei Fiori e finalmente saliamo nella nostra prima vera termica, ma che fare??? Ormai l'Austria e' lontana e la giornata sembra buttata. Va beh.. facciamo almeno un giro e ci dirigiamo verso Domodossola, ove arrivati a plafond intuisco che forse forse sopra potrebbe esserci onda e quindi lascio sfilare via gli altri e mi metto in caccia. Piano piano, piano piano e poi beep beep beep, eccola qui, arrivo facilmente a 4000m attacco l'ossigeno e mi dirigo verso il Sempione dove il BOB aveva spiegato esserci un rimbalzo portentoso, ed infatti salgo fino a 4500m dirigendomi tra una lenticolare e l'altra fino a Sion. A quel punto ero soddisfatto della giornata e torno indietro per cercare di raggiungere un paio di altri alianti arrivati anche loro nel frattempo a 4000m. Il tempo e' splendido e appena giro il Sempione mi accorgo che "Lei" e' la', limpida, senza essere avvolta dalla sua nuvola di cipria che di solito la ricopre. E' la', splendida come non mai, che sembra dirmi "dai vieni". Ma questa volta, dico tra me e me, non mi freghi: i vecchi marpioni mi avevano spiegato che vi e' un unico modo di conquistarla ovvero entrare nella conca di Macugnaga (tra le sua braccia insomma) da Nord il piu' alti possibili. Rifaccio quota al Sempione, e mi sposto verso Sas Fee dicendomi "stavolta sei mia!!", entro a 4000m a Nord del passo del Moro e per un attimo temo di essere ributtato ancora indietro, infatti il rotorino stava verso la Valsesia ed io nell'attraversare la conca precipitavo a 3800m, ma questa volta lei aveva deciso che era la volta buona, infatti dopo qualche piccola rimostranza ecco che. Beep beep beep , un metro, due metri, tre metri, fondo scala a salire e solo piu' urla di gioia. Un vero sballo, un onda incredibile su su su con il rifugio Regina Margherita che diventava sempre piu' piccolo e le emozioni nel mio cuore sempre piu' grandi. Ragazzi che sballo!!!! A 6100m dopo essere sicuro di aver fatto il guadagno dei 5000 guardo finalmente l'ora. Sono le sei e mezza e mi dico:"e mo??? Che faccio" So che e' bene scendere da qui onde evitare incontri ravvicinati con qualche "aliante motorizzato" con qualche centinaio di persone a bordo, per cui a malincuore saluto ed apro i freni spostandomi verso il lago. Lei bella maestosa sembra dirmi, finalmente: "Torna quando vuoi" ed io ancora incedulo plano verso casa facendo il giro da Bellinzona a 200km/h!!

Ciao Andrea
Sir James Domenica 29 Settembre ecco che, inaspettato come tradizione vuole, arriva il gran giorno: il primo volo "VERO". Il Matesr Flyer Ragno mi prende e mi porta a fare un giretto. Non solo la giornata prometteva bene, ma il Ragno ama volare sul magnifico Duo Discus ed in pochi attimi mi ritrovo sulla pista dentro il magnifico giogliello pronti al decollo. Sgancio a mille metri sulla cresta del Campo dei Fiori e prima termica. Stanno su anche i sassi ed il Ragno mi passa i comandi di questo mostro dei cieli che mi sembra però docile e gentile. Pur capendo poco il vario sale, sale e mi incoraggia con il sup beep beep gentile. Da li inizia un bellissimo giro guidato dall'esperto Ragno sul San Giorgio, Lugano, Nudo e tanti altri nomi che ci vorranno mesi per riordinarli tutti. Mentre provo a termicare mi guardo un po' in giro, vedo altri alianti, decine di parapendi e delta  e capisco come mai ho faticato tutto un anno per il brevetto. Anzi è molto più bello di quanto immaginato, sognato ed ascoltato. E' così bello che dovrò
 volare, volare, volare volare

I-ANDY Ora che la stagione della pioggia e' finita finalmente si torna a veleggiare, e sopratutto veleggiare in settimana quando non c'e' bisogna di aspettare e si puo' tenere il mezzo per delle ore...
Mercoledi' 15 sono decollato ai comandi di India-Bravo-Oscar alle 14:50, trainato dal Giorgio su I-HHHH. C'erano cumuli dappertutto ma avevo sentito che il giorno prima non c'era niente, quindi pensavo di tornare a casa presto. Infatti all'inizio il traino era molto tranquillo -- brutto segno -- ma poi sul lago poco prima del verticale del campo ho visto 4-Hotel cadere come un sasso in una discendenza. Se l'aria scende da una parte, ragionavo, deve perforza salire da un'altra. Infatti era cosi'. Dopo lo sgancio sul Campo dei Fiori non ho trovato subito la termica ma era facile recuperare la quota sullo stadio per poi tornare sul costone. C'erano cumuli a circa 1300-1400m percio' salivo a 3-4m/s fino a grattare il fondo delle nuvole poi scappavo via per non finire dentro. Questa volta ho smesso di contare le risalite dopo la prima ora. Si saliva un po' ovunque, ma la termica piu' forte era su una collinetta a nord dello stadio, a ovest dell'inizio di Valganna. All'interno di una larga colonna a +1 c'era un nucleo stretto a +4 che continuava per tutto il pomeriggio. La prima volta l'ho centrato seguendo due falchetti. Dopo un paio di ore si stava su ancora -- e facilmente -- ma c'era la fila a terra quindi Giorgio mi ha chiesto di riportare Nibo a casa. Sono tornato sulla pista alle 17:05, quindi 2:15 senza barare un minuto. Avevo dimenticato di spegnere il telefono e avendo l'auricolare attaccato alla camicia questa volta ho risposto quando ho avvertito le vibrazioni. "Dove sei?". "Sul verticale delle antenne a 1350m". "Su cosa? E cos'e' quel strano rumore?" Credo che parlava del BIP! BIP! BIP! BIP! del vario elettrico, non il fruscio del vento. Cosi' mi e' venuto un'idea -- tenere in ufficio una registrazione del vento e del vario e quando chiama qualcuno con cui preferisco non parlare posso dire "Non posso parlare adesso perche' sono in volo...". He he he... Venerdi 17 invece non volava quasi nessuno. C'era solo Giorgio che faceva scuola, me e Stefano. Prima e' partito I-TONNO con Nibo e pochi minuti dopo gli ho seguito con Zeda. A differenza di mercoledi c'erano pochi cumuli e le termiche erano piu' difficile da trovare. Alle 15:00 c'era la mia termica preferita a Valganna che aspirava bene, ma dopo un ora c'erano solo salite lente a 1m/s allo stadio, ippodromo e cosi via. Purtroppo dopo un'ora ho dovuto rientrare per fare un ripasso delle manovre con Giorgio in preparazione per l'esame. Ma I-TONNO, che e' decollato prima di me, e' rimasto li' a veleggiare fino a tardi quando Giorgio ha dato l'ordine di rientrare perche' voleva chiudere. Non so se ha fatto tre ore, ma sicuramente piu' di 2:30. Penso che ormai avra' fatto le sue quattro ore.

I-TONNO La prima termica:Finalmente!!!! Ebbene si... Anche io, I-TONNO, così rinominato, ce l'ho fatta.... Domenica 12 maggio alle 13.00 circa, salivo a bordo del mitico asKacca 21 I-IVWG, tra gli sguardi che preannunciavano un linciaggio dei miei più cari amici e compagni volovelisti i quali mi intimavano "torna presto o ti spenniamo", mi apprestavo a raggiungere la quota 750 m, l'aria bolliva e spesso il traino guidato dal comandante Antonio Mansi Montenegro, cadeva d'ala sotto i miei occhi, ma lo sapete, mi piacciono i traini movimentati... Alla fatidica quota, il comandante mi intima di sganciare.. Subito in cerca della termica, ma l'esperienza non era dalla mia, provo i miei soliti punti di aggancio (stadio, discendenza -2, hotel palace idem, ormai affranto mi porto verso una agglomerato urbano non meglio identificabile a quota 450 m, e li aggancio un timido +1, quella debole brezza mi porta fino a quota 850m e da li subito in cerca dei più neri cumuli. Velocità 70-80 Km/h e si sale, tutto sommato il vecchio catorcio rende bene se si va tranquilli, l'esperienza di stare con un'ala nella nuvola e una al sole è eccitante e più di una volta mi tocca estrarre i diruttori per non essere ulteriormente risucchiato... Alla fine raggiungo i 1.350 m e termico sulle antenne dell'osservatorio faccio avanti indietro su tutto il costone per ben 4 volte, attento a schivare il traffico, e mi sposto da un cumulo all'altro per riguadagnare quota... Volare all'ombra di un nero ammasso nuvoloso per poi picchiare veloce alla ricerca di un'altra termica è un'esperienza indimenticabile... Insomma si erano fatte le 14.00 e il corso del Cassinelli stava per iniziare.... Alla chiamata per il rientro ero ancora a 1.300 m ma non posso usare i diruttori per perdere quota, dopo tanta fatica.... piuttosto mi porto a 170 Km/h e gironzolo un po' in torno con la mitica efficienza del mezzo a quella velocità perdo 4 m/s...... insomma mi appresto al sottovento e li un'altra emozione, un bel motoaliante incurante del mio rientro si porta in rotta di collisione virando a dx, ma la linea subito segnala la mia presenza e il velivolo inverte rapidamente la rotta a si dirige verso il rosa.... atterro alle 14,20 a malincuore ma felice per aver finalmente veleggiato per la prima volta......

I-TONNO (stefano toncelli) solista dopo pochissimi voli!

I-ANTO insegna... la CASSINELLI BUSSOLA"

Volando di giorno:
- si legge l'ora (arrotondata per eccesso o difetto) e la si divide per due  p.e. le 15.50 diventano le 16.00 che divise per 2 danno 8
- si dispone un fiammifero (da portarsi sempre in aliante) sulla verticale  del numero 8 dell'orologio
- si ruota l'orologio (e non l'aliante...) fino al punto in cui l'ombra del  fiammefero passa per il centro del quadrante (dove si intersecano le   lancette...)
- l'allineamento 12-6 indica la direzione Nord - Sud (Nord verso le 12  e Sud verso le 6)
 volando di notte:
resta solo la stella polare (timone dell'Orsa Minore o piccolo carro) , ma vista la sua poca lucentezza si deve prima localizzare il grande carro (Orsa Maggiore) ed estendere per 5 volte l'orlo posteriore di questo. Questo prolungamento ideale andrà ad intersecare la stella polare che, ovviamente, ci indicherà il Nord

I-ANDY ricama i 1400m..."Dopo tutte le previsioni di pioggia, neve, temporali e peggio, oggi c'erasoltanto un po' di foschia e si stava su benissimo. Anche alle 16:00 del pomeriggio sono risalito due o tre volte a 1400m (naturalmente non di piu' perche' non consentito).
 

 Alessio Antonini..."E' venerdì, si scappa dall'ufficio con qualche ora di anticipo, e via...
all'alba delle 17,30 si è già per aria soli soletti...
Quando sotto tutto ancora bolle il traino non è poi una passeggiata, comunque a 750 si arriva. E poi ecco il +2 tanto atteso, incredibile anch'io ho centrato una termica, +100 m in pochi secondi e poi di corsa a casa per dirlo agli amici: "la prima termica non si scorda mai..."

I-Alfio...Finalmente online il volo solista di I-ALFIO, mica male come promotion!!!!

I-Alfio..."come era la storia del virosbando orizzonte artificiale? non possiamo volare nelle nubi..... ops fuori i diruttori sennò mi massacrano. bella giornatina peccato che ci obbligano gia' a portare il logger!

I-Alfio..."Tranquillo tranquillo durante uno dei primi voli supera i 2.300 sopra San Michele, alla faccia di noi comuni mortali

Emilio B...."La tua corrente a getto è arrivata. Oggi dietro S. Maria Maggiore abbiamo fatto i 4500. Ci eravamo posti questo come limite massimo, ma l'onda portava molto, molto più in alto. Da li abbiamo planato in campo con fuori i diruttori. Panorama eccezionale. Ciao e auguri di volo d'onda a tutti
Se volete vedere come si vede il cumulo di rotore salendo in onda sopravento...... Le colline sotto sono le montagne a nord della Val Vigezzo. Le quote stimatele voi! Auguri di onda per tutti

Alessio Antonini..." ANALISI DINAMICO VIBRAZIONALE DELL'ALIANTE ASK21 I-ZEDA -CRICCHE DIFFUSE SULL'INTERA TRAVE DI CODA -ASTE COMANDO EQUILIBRATORE DEFORMATE -CAVI COMANDO TIMONE DI DIREZIONE SFILACCIATI -FISSAGGIO CARRELLO PRINCIPALE CON EVIDENTE ROTTURA PER SCHIANTO
Dopo le performance in corto finale dei piloti I-ANTO e I-ZAGO del corso Delfini (autunno 2001) il CN dell'aeromobile è da dichiararsi scaduto e non più rinnovabile. L'aeromobile verrà inviato al Museo dell'Aeronautica di Vigna di Valle. Richiamate gente, richiamate... RAI Radio Televisione Italiana