ETTORE  LaVerricella

La Verricella. Non si tratta di una malattia che si manifesta con antiestetiche pustole purulente; se lo fosse, si potrebbe parlare di una mania che colpisce i piloti tedeschi, il cui sintomo principale é l‘impazienza di spiccare il volo. Così ho sentito tradurre in italiano la parola “verricello” da un tedesco cultore del buon vino e che trascorre le vacanze sull’Isola di Ischia; nella sua lingua, infatti, questa parola é di genere femminile: die Winde (la verricella). La parola verricello, comunque, potrebbe non essere molto familiare a chi non sa a cosa serve il gancio baricentrico vicino la ruota del proprio aliante. In Italia, questo marchingegno resta forse nei ricordi dei veterani del volo a vela. I nostri campi di volo sono popolati da rombanti trainatori che possono portarci al guinzaglio, fino alla termica dei sogni, che accrescerà la nostra gloriosa carriera di Recordman. In Germania, invece, non c’è hangar che non custodisca  almeno un verricello e, se ce n’è uno solo, allora è un aeroclub proprio piccolo.

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Ogni tanto dò di mano: dove c’è un cielo bianco di carta ci volo sopra con qualche aliantino di mina. Cercavo improbabili termiche sul Vesuvio, le ho trovate in Germania. Certamente sul Vesuvio ci sono, ma non trovi l’aliante, in Germania le termiche ci sono pure ma di alianti ne trovi quanti ne vuoi. 

 

Nel caso dei tedeschi, é proprio di smania di spiccare il volo che bisogna parlare, dato che con il verricello si raggiungono fino a 500 mt di quota in soli 30 sec., spendendo un quarto di quanto costa un traino, ed il tempo fra un lancio ed un altro è, in media, non più di 5 minuti. Vento laterale o cielo coperto non sono condizioni meteorologiche proibitive per questa tecnica di decollo; la fase del lancio così breve non richiede l’abilità e tutta la concentrazione necessarie durante un traino. Così, ogni momento può essere adatto, anche solo per un circuito per fare pratica negli atterraggi. Fra i piloti tedeschi, è una cosa normalissima lasciarsi fiondare nel cielo da un verricello per partire a caccia di termiche, a bordo di un glorioso K8, un efficiente ASH25, un allegro ASK13 (quanto può essere bello volare in buona compagnia!). Perfomanti piloti, pinguini quattordicenni, vecchi pionieri; se il cielo ti tira su, se le nuvolone non ti fanno sperare di vedere nulla di più del campo da dove hai appena decollato; se il vento è troppo al traverso per il traino, che poi comunque, proprio nei momenti più propizi, starebbe via per molto tempo per tirare su qualche campione; nessuno dice di no ad una vigorosa sverricellata ed è quasi il traino a diventare un’ eccezione.